Lettera al Comandante
Mooolto Bene!!!
Introduzione

 

 

LETTERA AL COMANDANTE

(Una carta para El Gato)

Carissimo Comandante,

è un po' difficile dire che ci dispiace lasciare tutto questo... più o meno per tutti è stata dura, dura veramente. Tutti porteranno con loro dei ricordi bellissimi, dimenticheranno presto le pene, le punizioni, le paure, le piste, le pince del periodo S.M.Alp. 163° corso. Essere stati qui sarà per tutti motivo di prestigio e di orgoglio; racconteremo ai nipotini 5 mesi infernali naturalmente esagerando a mille i dettagli. Ma un ricordo comune lo avremo tutti. Un ricordo interpretato all'infinito, incompreso, odiato, amato, violento, amico... imperativo... la figura del comandante. Abbiamo provato grandi contraddizioni nel confrontarci con lei. Queste nascevano dal fatto che spesso ci siamo trovati a dover obbedire ad una volontà cruda e determinata. Spesso brutale. Un imperativo appunto che la comodità dei nostri salotti cittadini respingeva o non considerava. Ma c'era anche l'uomo che, per i propri uomini, era sempre in prima linea, per un compito professionale certo, interessi, certo, ma (e ripetiamolo questo "ma"), prima di ogni cosa, per seguire la propria coscienza: dare tutto se stesso per renderci partecipi di una missione che non sentiva solo sua. Come dimenticare questo nostro amico dopo tutto... giovane e grintoso.. a cui spesso andava stretto insegnarci i passi tattici dalla collinetta del comando. Dio solo sa se avrebbe voluto gettarsi con noi nel vortice del combattimento... Vez, fuck the world! Ci ricorderemo la sua faccia da monello di periferia, i suoi tatuaggi hard, la sua voce possessiva e violenta. C'è un momento per l'entusiasmo e un momento per il silenzio comandante. Forse anche lei ha faticato per capirlo nei tempi decisivi della sua formazione. Anche noi adesso ci portiamo a casa questa bella lezione di vita... Vita maledetta!

Grazie

163° Corso AUC S.M.Alp. 2a Compagnia

SE-CON-DA!!!! (a nessuno)

 

MOOOLTO BENE!!!

22 Aprile: arrivano i primi due, Vassallo e Carniel. Un giorno in più di pista gratuita, beh, se lo vogliono loro...
Ummamma, ma sono tutti così? Che stordimento!
23 Aprile: arriva l'orda famelica di civilazzi. Già capisco che dovrò fare l'allevatore, pur facendo praticamente lo stesso lavoro (sempre con bestie avrei avuto a che fare), però avrei guadagnato di più.
E quelli come sono conciati? Che baffi orrendi (Talpasio, Donadoni). La barba (Pestellini), il pizzo (Berzeri), la ex folta chioma (Carnielli).
Verso sera arrivano quelli che hanno già capito che meno mi vedono e meglio è, vedesi Ciscato e Sbalchy.
Bene! Dopo quarantott'ore tutti vestiti, lavati e, soprattutto, con i capelli corti.
Passano i giorni fra un Pollein e un Clou Neuf e i giovani vitelli sono bersagliati da strani foglietti bianchi con la mia firma: che sarà mai? E' un percorso ad ostacoli, se eviti Angioni c'é Berzi o Rabuffi, se passi indenne da Rabuffi c'è D'Ortenzio, ma in fondo trovi sempre il Vez, che insiste e persiste a ricordare: "Siete 88, ma devo fare 78 ufficiali".
Arriva il Giuramento ed arriva il 1° plotone "Mamme lacrimanti e commosse" "Come sono belli!".
Fine giugno: Menouve alto. La squadra in attacco.
Fa freddo per essere giugno, ma almeno di giorno non piove e alla fine arrivano anche, udite udite, i complimenti del Generale.
Intanto Pestellini è già morto 15 volte, così come 3/4 del plotone mortai durante la pattuglia esplorante, famosa per gli impluvi Revelli.
Arriva il campo tanto temuto prima, tanto rimpianto dopo. 9 giorni di bel tempo e di escursioni in un clima fiabesco. Sicuramente lo conserverò nel cassetto dei ricordi.
Ascensione al Ruitor: BRAVI!
Al rientro comincia a farsi strada il convincimento che il Vez agisce sul Sempiterno per fare in modo di non usare troppo spesso il suo Gore-Tex se non per ripararsi dal vento.
Con l'inizio di agosto c'è qualcuno che comincia a scalpitare perché si avvicina la licenza, ma stoicamente resiste fino alla fine dei centri abitati sapendo comunque che l'indomani sulla Croce di Fana il temo non sarebbe stato dei migliori.
Qualche giorno di relax anche per i transumanti che si trovano al rientro una marcia che si presta per i famosi quanto temuti "Tagli D'Ortenzio".
Ma il top lo si raggiunge forse il 28 e 29 agosto con l'ascensione al M.te Emilius caratterizzata dal solito bel tempo (o culo sfacciato?).
Spettacolare la fotografia che ritrae 85 persone a oltre 3500 m. In vetta abbiamo sperimentato anche un nuovo tipo di collegamento: by mirror.
Il tempo di tornare al mitico Vallone, manco a dirlo col bel tempo, per fare l'ultima esercitazione. Comunque tutto finisce bene e il rientro in sede è garantito da 24 cicli viaggio su side-car perché sono il mezzo più capiente e spazioso in dotazione.
E così giunge il 20.09.96 che vede l'arrivo del 2° plotone "Mamme lacrimanti e commosse" "Come sono belli!". E' arrivato anche il 2° turno di riposo per gli altri.
Spero tutto ciò vi sia servito come è servito a me. In bocca al lupo e...grazie, riposo, libertà!!!

Il Comandante della 2a Compagnia
Ten. in S.V. Alberto Vezzoli

INTRODUZIONE

E' il 23 Aprile. I più "fortunati" riescono ad avere una immediato contatto con la realtà che li circonderà per i successivi cinque mesi direttamente alla stazione, accolti dal sottotenente Angioni che li apostrofa: "Signori! Un militare parla solo se è interrogato!".
Alcuni hanno invece scelto la tecnica dell'ambientamento preventivo, decidendo di porre fine con un giorno di anticipo alla propria liberta' e pernottando in Caserma Cesare Battisti fin dalla sera del 22 (poveri disgraziati! Sono ancora convinti di concludere il corso con un giorno di anticipo!).
Altri invece entrano nel nuovo mondo in modo più soft, dalla carraia dove li attende un primo inquietante segnale: la sentinella che li ammonisce: "Da qui in avanti si corre sempre!"
L'incubo è iniziato!!
Tutto cio' che segue non fa che confermare questa impressione: dagli assordanti ruggiti del sottotenente Rabuffi alla totale immobilità fisica forzata dovuta alle interminabili giornate di addestramento formale in abiti civili. E poi tosatura, la vestizione e il casermaggio (200 kg trascinati grazie a chissa' quali oscure forze).
29 Aprile: tra gli allievi che pian piano cominciano ad ambientarsi inizia a serpeggiare il panico. Per la mattinata successiva è prevista la prima uscita con zaini. Le voci catastrofiche ipotizzano come meta la località di Pila. Si sente qualcuno addirittura sussurrare un nome oscuro e già temuto: il monte Emilius.
Invece è 'solo' Pollein dove fino all'ora di cena ci si getta tra lo sterco di conigli e al ritorno, in caserma, qualcuno si ritrova con qualche pezzo di carne in meno.
2 Maggio: primo addestramento al tiro a Clou Neuf (anche detta Medjugourie in seguito alle frequenti mistiche apparizioni che ne segnano il tragitto).
23 Maggio: prima marcia del 163° corso. Meta: Chacotteyes. Per molti è la prima volta che viene superata la quota 2000 e nello stupore generale nessuno detona. Al ritorno in Cesare Battisti, il Tenente Vezzoli con voce paterna ci dice: 'Da oggi siete un po' più alpini!'
2 Giugno: dopo gli interminabili giorni passati sotto il sole a marciare e a sbattere i piedi il 163° corso presta giuramento solenne a Courmayeur. Alcuni trattengono a stento il riso di fronte al patetico e sgrammaticato discorso del Generale. Altri sognano I giorni di licenza successivi. In pochi però si rendono conto che urlare al cielo: 'Giuro' significa regalarsi una nuova, stupenda 'pista': il servizio di guardia.
7 Giugno: la Compagnia viene svegliata nel cuore della notte da voci stonate che intonano: 'Ciao seconda Compagnia, noi ce ne andiamo via!': sono gli alievi del 162° Corso che hanno finito di patire. Per noi, appena tornati dalla licenza, è una mazzata non indifferente che però ci fa capire che la fine dell'incubo esiste!
12 Giugno: molti allievi iniziano ad avere la tragica conferma di essere capitati nel corso più sfigato della lunga storia della S.M.Alp.; dopo gli zaini avuti in dotazione, provenienti dall'alluvione del settembre precedente, ci si mette pure il malgaro che, avendo portato le vacche nella malga bassa del Menouve, costringe la Scuola Militare Alpina a spostare l'addestramento di una settimana e noi allievi a spalare la neve che impedisce il passaggio dei mezzi per raggiungere la malga alta.
20 Giugno: era stata annunciata come la notte più lunga nel senso che non sarebbe passata mai. E in effetti la difesa a tempo indeterminato si rivela essere eterna soprattutto per quei poveri storditi che tengono indossata la maschera anti-NBC per tutta la notte.
Il più rincoglionito di tutti è però Pestellini (futuro capocorso!) che, invece di sparare al tenente mentre sferra l'attacco, cerca di svegliare, inutilmente il suo compagno di appostamento (Berzeri!!).
24-25-26 giugno: L'attacco di squadra al Menouve verrà ricordato come uno dei momenti più terribili del corso. Non per i proiettili dell'MG che sfiorano l'orecchio del S.ten. Rabuffi, non per le bombe a mano tirate sui piedi, ma per il freddo polare e la totale assenza di sole che costringe ogni aquadra a desiderare che il proprio turno arrivi al più presto possibile, così da potersi riscaldare sbalzando.
9-10 Luglio: Pattuglia esplorante: il plotone fucilieri (soprattutto il secondo) si divertono piando il nemico nella notte. I mortaisti e I controcarri intanto vegliano….
14-23 Luglio: Il campo marciante, così temuto da tutta la compagnia, si rivela essere invece uno dei momenti più belli di tutto il corso: innanzitutto perché i sottotenenti iniziano ad assumere un comportamento più umano e meno animalesco nei confronti degli allievi, che possono fruire addirittura ogni sera della libera uscita al bar del campeggio. E poi perché in fondo, durante questi 10 giorni abbiamo la possibilità di vivere (e marciare!) entro una cornice di monti davvero stupenda.
E l'ascesa al ghiacciaio del Ruitor, nonostante le bestemmie si sprechino, resterà nel cuore degli allievi per sempre.
29-30-31 Luglio: La pattuglia da combattimento del 163° Corso non verrà ricordata per i movimenti tattici, per i bivacchi, o per il trasferimento in elicottero.
Di lei sarà tramandato soprattutto il totale rispetto per la Convenzione di Ginevra da parte del S.ten. Pianezzola che, legati i prigionieri Donadoni e Ferrari ad un albero, ne cosparge i piedi nudi ed infreddoliti di miele. Sfortuna vuole che l'ape svolazzante attorno al piede di Donadoni non conosca il Diritto Bellico.


 

7 agosto: il combattimento nei centri abitati assume un ricordo un po' sbiadito, in quanto precede di poco la licenza di ferragosto, senza dubbio il momento più gratificante di tutto il corso!!
28-29agosto: durante l'alzabandiera si stagliava davanti a noi imponente, gigantesco e minaccioso. Tutti dentro di noi sapevamo che prima o poi lassù ci saremmo dovuti arrivare. E adesso che ne abbiamo conquistato la vetta, adesso che cantando l'Inno d'Italia ci sembra un po' più basso, anche il suo nome ha per noi un suono più dolce: Emilius.


 

4-6 settembre: Attacco a fuoco del plotone fucilieri: è l'attività finale del 163° Corso e questo spiega la gioia irrefrenabile che ci accompagna lungo la strada del ritorno, nonostante le imprecazioni mattutine del generale. In fondo I complimenti del Vez per noi valgono di più.....!
20 Settembre: nel piazzale alzabandiera si alza in cielo un solo grido:

 

NEMO NOS RETINERE POTEST!!!!